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AZIENDA

Gli oleifici Mataluni si occupano di produzione, lavorazione, imbottigliamento e vendita di oli vegetali (di olive e di semi) in Italia e all’estero, oltre alla progettazione e produzione di imballaggi primari (bottiglie e tappi), secondari (etichette) e terziari (cartoni) in Pet, latta e carta.

L’azienda è dotata di varie divisioni che si interfacciano costantemente. Ricerca e Sviluppo, Commerciale, Marketing/Comunicazione/Stampa, Packaging/Grafia, Acquisti, Amministrazione/Contabilità/Finanziario e Risorse Umane.

Biagio Mataluni, il quale dirige l’azienda dal 1985. È anche Presidente di Confindustria Benevento, Vice Presidente di Confindustria Campania e delegato di Confindustria Campania per la Commissione Nazionale Mezzogiorno.

Gli Oleifici Mataluni sviluppano internamente tutto il processo produttivo, a partire dalla frangitura in frantoio. l'azienda è dotata di un impianto di estrazione a "ciclo continuo" caratterizzato da un'elevata capacità produttiva, che garantisce il masssimo sfruttamento delle olive ed un basso impiego della manodopera. Al suo interno sono installate 5 linee dedicate all'estrazione dell'olio dalle olive. La capacità produttiva è di 250.000 kg di olive al giorno. In frantoio esiste una linea dedicata esclusivamente all'estrazione di olio da olive provenienti da agricoltura biologica. Tutto il processo, pur essendo completamente automatizzato, è costantemente supervisionato da tecnici specializzati. All'uscita della linea di lavorazione un campione di olio appena prodotto viene prelevato per essere sottoposto a tutti i controlli analitici ed organolettici.

Gli Oleifici Mataluni vantano decennali collaborazioni con fornitori accreditati. Per le referenze di alcuni brand (come per esempio Dante Extra Vergine di Oliva 100% Italiano e Condisano Extra Vergine di Oliva 100% italiano in vetro ed in Pet) gli oli sono prodotti e lavorati esclusivamente in Italia. Per referenze come Dante Terre Antiche, Gico, Olita Oro, Minerva e Oio extravergine, gli oli utilizzati sono delle selezioni provenienti dai paesi della Comunità Europea.

L’Italia non è un paese produttore di oli di semi. A parte alcune piccole produzioni di mais e girasole presenti al nord, gli oli di semi sono tutti importati da paesi europei ed extra-europei.

PRODOTTI

Dante, il brand più vecchio degli Oleifici Mataluni, nato a Genova nel 1898, si compone di una gamma varia e completa. Oltre all'olio extra vergine 100% italiano, all'extra vergine comunitario e all'olio di oliva, imbottigliati sia in vetro che in PET; vanta la gamma completa di semi arricchiti con vitamine E e B6.

Olita, il famoso logo con la forchetta a tre punte, nella sua gamma presenta la tradizionale miscela per frittura contraddistinta dall'inconfondibile bottiglia dal colore verde, la frittura Nuova Formula con l'aggiunta di olio essenziale di cordiandolo, per garantire gradevolezza al gusto e stabilità in cottura, confezionata nell'innovativa bottiglia in PET con etichetta sleeve. La gamma si completa con Olita Oro, l'olio extra vergine a marchio Olita dal profilo delicato ed armonico, in grado di arricchire di gusto e salute tutti i piatti della cucina mediterranea.

Olio Topazio dal 1957 occupa un posto privilegiato nelle nostre cucine. Dopo aver colorato le tavole di milioni di italiani, oggi il marchio Topazio vanta una intera linea di prodotti per soddisfare anche i consumatori più esigenti. L'olio di semi vari nell'inconfondibile lattina blu; Topazio Friggì, la miscela per frittura adatta alla preparazione di fritti croccanti, profumati, gustosi e non unti, e Topazio Girasole, dal sapore leggero e delicato, entrambi caratterizzati dall'inconfondibile colore blu Topazio dell'etichetta sleeve.

 Il marchio Oio nasce come olio di arachide, ma oggi ha una gamma di semi completa (arachide, girasole, mais, soia e semi vari) oltre all'extra vergine di oliva.

 Inserire la risposta alla relativa domanda.

OLIO

L’olio vergine di oliva è, dunque, il succo naturale dell’oliva, ottenuto mediante schiacciamento della polpa ed estrazione dell’olio in essa contenuto, mediante pressione o centrifugazione. Nella categoria degli oli vergini di oliva, si definisce “extra vergine di oliva” quell’olio vergine che rispetta una serie di parametri analitici e organolettici stabiliti dalla legge. Ad esempio, la sua acidità libera non può essere superiore allo 0,8% e deve essere del tutto privo di difetti organolettici. L’olio di oliva, invece, è una miscela di olio di oliva raffinato e olio di oliva vergine. L’olio di oliva si dice raffinato quando, dopo l’estrazione dall’oliva (che comunque avviene con processi meccanici), viene sottoposto a un trattamento di raffinazione consistente in una serie di processi tecnologici di natura chimico-fisica che consentono di allontanare dall’olio sostanze poco gradite o responsabili di difetti organolettici. In conseguenza del processo di raffinazione, l’olio di oliva raffinato presenta un colore giallo e un odore e un sapore neutri. L’olio di oliva raffinato, miscelato con olio di oliva vergine, arriva in bottiglia con il nome di olio di oliva composto di oli di oliva raffinati e oli di oliva vergini. Un'ulteriore distinzione da sottolineare è quella tra olio extra vergine di oliva 100% italiano ed olio extra vergine di oliva comunitario. Il processo produttivo è analogo. La differenza è nell’origine delle olive. Per la produzione dell’extra vergine 100% Italiano si utilizzano esclusivamente olive prodotte in Italia, mentre l’extra vergine comunitario si ottiene da olive raccolte in uliveti di diversi Paesi dell'Unione Europea. Le differenze nell’origine geografica, e quindi nelle varietà di olivo utilizzate, si traducono in differenze nel profilo organolettico. L’extra vergine 100% Italiano presenta un gusto più deciso, leggermente più amaro e piccante rispetto all’extra vergine comunitario, che invece ha un gusto più morbido e delicato.

La composizione degli oli è differente a causa della diversa origine vegetale. Tutti gli oli di semi sono costituiti quasi esclusivamente da grassi (e quindi il loro contenuto calorico è identico), ma la composizione di questi grassi si differenzia in base all’origine vegetale, così come differenze si riscontrano nei componenti minori, quali i fitosteroli e i tocoferoli, presenti in tracce ma importanti dal punto di vista nutrizionale. L’olio di arachide presenta una composizione in acidi grassi molto equilibrata, con abbondanza di acidi grassi monoinsaturi. Questa caratteristica lo rende particolarmente resistente ai processi di ossidazione che possono verificarsi durante la cottura. Per questo motivo è il più indicato per la frittura. L’olio di girasole, invece, oltre ad avere un elevato contenuto di acidi grassi della serie omega-6 (acido linoleico), è naturalmente ricco di alfa-tocoferolo (vitamina E), un importante antiossidante naturale. L’olio di mais è il più ricco di steroli vegetali, importanti dal punto di vista nutrizionali perché possono contribuire a ridurre l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale. L’olio di soia è caratterizzato da un elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi omega-6 e omega-3, entrambi acidi grassi essenziali. È, però, il meno stabile alle elevate temperature, e conseguentemente non è particolarmente indicato per processi di cottura prolungati e per le fritture.

I principali fattori che accelerano la degradazione qualitativa dell’olio extra vergine sono l’ossigeno, la temperatura e la luce. A contatto con essi l’olio perde più rapidamente le sue caratteristiche sensoriali e nutrizionali. Per conservare a lungo le proprietà dell’olio, questo dovrebbe essere conservato al buio, lontano da fonti di calore e in un locale fresco. È molto importante che il contenitore in cui l’olio è conservato sia pieno, in maniera che il prodotto non sia esposto all’ossigeno dell’aria. Una volta aperta la bottiglia, questa dovrebbe essere consumata in un tempo non troppo lungo, in modo da evitare un contatto prolungato con l’ossigeno.

È del tutto falso. Al contrario di quanto molte persone credono, l’acidità dell’olio non si percepisce all’assaggio, ma è un parametro chimico che misura la percentuale di acidi grassi (inodore ed insapore) liberatisi dalla decomposizione dei trigliceridi. L’acidità può essere misurata soltanto con un’analisi chimica in laboratorio. Pertanto. La sensazione di “pizzicore alla gola” non ha niente a che vedere con l’acidità. È dovuta alla presenza di polifenoli, sostanze antiossidanti molto importanti sia per la conservazione dell’olio che per la salute umana. Pertanto, se l’olio “pizzica” è da considerare positivamente, perché ha un effetto benefico per la salute.

Assolutamente no. Queste sensazioni sono dovute alla presenza di composti fenolici, antiossidanti naturali che proteggono l’olio durante la conservazione. Tali composti svolgono anche una importantissima azione in vivo, proteggendo le nostre cellule dall’invecchiamento e dallo stress ossidativo. Contrastano, infatti, i radicali liberi, che accelerano il processo di invecchiamento cellulare. Il fatto che l’olio sia leggermente amaro e piccante è una caratteristica positiva, ed è valutata positivamente sia dagli assaggiatori professionisti di olio di oliva sia dai nutrizionisti, dal momento che è associata a benefici per la salute umana.

No, è un fenomeno naturale. Come tutti i liquidi, anche l’olio a temperature basse tende a solidificarsi; solo che a differenza, ad esempio dell’acqua, l’olio solidifica a temperature più alte. Ad esempio se viene conservato in frigorifero o in un locale freddo, l’olio potrebbe facilmente solidificarsi, in parte o completamente. Prima della completa solidificazione comincia ad assumere un aspetto “velato”, e poi a formare dei “granuli”. L’ultimo stadio è il completo congelamento. Tutto questo è normale, non c’è da preoccuparsi. Si può benissimo riportare l’olio allo stadio liquido iniziale, lasciandolo a temperatura ambiente, senza che la sua qualità ne risulti compromessa. Per evitare la solidificazione, e allo stesso tempo per garantire una buona conservazione, l’olio dovrebbe essere conservato a temperature comprese tra 12°C e 18°C.

Innanzitutto bisogna asciugare bene l’alimento prima di friggerlo, aggiungere il sale solo dopo la frittura, rinnovare l’olio ad ogni frittura (evitando di aggiungere olio fresco a quello usato), avere cura che l'alimento sia ben immerso nell'olio bollente. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, i migliori fritti si ottengono immergendoli completamente nell'olio. Altra raccomandazione è quella di non friggere quantità eccessive di alimento in una volta sola, ma quantità adeguate al volume della pentola o della friggitrice. Inoltre, le pietanze devono essere immerse nell’olio soltanto quando questo ha raggiunto temperature elevate (170-180°C), in questo modo nelle parti a contatto con il liquido bollente si forma una crosticina che impedisce la penetrazione dei grassi all'interno del cibo. In assenza di un termostato per il controllo della temperatura dell'olio, si può immergere nell’olio un pezzetto di alimento: se attorno ad esso si sviluppano bollicine che producono un leggero sfrigolio, la temperatura è ideale per la frittura.L’olio di semi più indicato è l’arachide, perché ha una composizione in acidi grassi che lo rende più stabile alle elevate temperature della frittura. Gli acidi grassi monoinsaturi, che abbondano nell’olio di arachide, sono più stabili all’ossidazione rispetto agli acidi grassi polinsaturi, di cui sono invece ricchi l’olio di girasole, l’olio di mais e l’olio di soia. Tuttavia, nella cucina domestica, se la frittura è eseguita correttamente e se l’olio è sostituito frequentemente durante il processo, si ottengono degli ottimi risultati anche con l’olio di girasole e con l’olio di mais. Meno indicato, invece, è l’olio di soia poiché più suscettibile ai processi di ossidazione dovuti alle elevate temperature della frittura. La frittura migliore dal punto di vista nutrizionale è quella realizzata con olio extra vergine di oliva, il cui profilo in acidi grassi (con prevalenza di acido oleico) e il cui contenuto in antiossidanti fenolici lo rendono molto resistente ai processi di ossidazione

Assolutamente sì. L’opinione comune che la frittura in olio di oliva sia “più pesante” rispetto a quella realizzata con oli di semi è del tutto falsa. L’oliva, o ancora meglio l’olio extra vergine di oliva, permette di realizzare fritture ottime dal punto di vista organolettico e nutrizionale. La composizione in acidi grassi (con prevalenza di acido oleico) e la presenza di antiossidanti fenolici conferiscono all’olio extra vergine di oliva una elevata stabilità all’ossidazione e limitano la formazione di composti potenzialmente nocivi durante prolungati processi di frittura. Va anche considerato il fatto che l’alimento fritto assorbe una certa quantità di olio, che viene poi assunto assieme all’alimento sotto forma di olio invisibile. Se, dunque, si frigge con olio extra vergine, l’olio assunto con l’alimento fritto sarà extra vergine, con i suoi noti vantaggi nutrizionali.

L’olio di oliva possiede un profilo organolettico molto più neutro e delicato rispetto all’extra vergine; per questo motivo è adatto alla preparazione di pietanze in cui si vuole conservare il gusto originario dei cibi, condendo con delicatezza. È anche ottimo per la preparazione di fritture o conserve alimentari. Invece, l’olio extra vergine, e in particolare il 100% italiano, ha un profilo sensoriale e quindi un sapore più deciso. Per questo motivo è adatto alla preparazione di pietanze in cui si vuole accompagnare ed esaltare il gusto e l’odore dei cibi. L’utilizzo dell’olio extra vergine in cucina non ha limitazioni, se non quelle dovute al gusto personale. Nella dieta mediterranea, l’extra vergine è il condimento principe da utilizzare sia a crudo che in cottura per tutti i tipi di pietanze, ed arricchisce non solo dal punto di vista organolettico, ma anche nutrizionale. Rispetto all’olio di oliva, l’extra vergine è più ricco a livello nutrizionale, possedendo una serie di importantissimi componenti minori (tra i quali soprattutto i polifenoli ad attività antiossidante). 

Il Regolamento Comunitario n. 182/2009 ha introdotto a partire dal 1° luglio 2009, in tutti i Paesi dell’Unione Europea, l’obbligo di riportare la designazione dell’origine geografica sulle etichette di tutti gli oli extra vergini di oliva e di tutti gli oli di oliva vergini. Lo stesso regolamento vieta di riportare la designazione dell’origine sugli oli di oliva e sugli oli di sansa di oliva. Sull’etichetta degli oli d'oliva prodotti nei nostri stabilimenti non si trova, dunque, la designazione dell’origine perché tale indicazione non è consentita dalla legge. Gli oli di oliva confezionati dagli Oleifici Mataluni sono ottenuti dalla miscelazione di olio di oliva raffinato e olio extra vergine di oliva. La raffinazione viene effettuate dagli Oleifici Mataluni nello stabilimento di Montesarchio (BN), partendo da oli acquistate da fornitori selezionati. L’olio extra vergine che viene addizionato all’olio di oliva raffinato proviene dalle aree olivicole della Comunità Europea.

Sì. Tutti gli oli (extra vergine di oliva, di oliva, di semi e oli vitaminizzati) non contengono glutine e possono, quindi, essere consumati anche da persone celiache.

I prodotti degli Oleifici Mataluni non contengono allergeni, tranne il caso in cui la sostanza allergenica rappresenti un ingrediente del prodotto (es. olio di arachide). In questo caso l’allergene (arachide) è citato nella denominazione del prodotto o nell'elenco degli ingredienti e quindi assolutamente riconoscibile da parte dei consumatori. Tracce di sostanze allergeniche non riportate in etichetta sono del tutto assenti. Ciò è garantito dalle procedure attuate per assicurare l’assenza di contaminazione tra prodotti lavorati nello stesso stabilimento e dai controlli analitici effettuati presso il laboratorio aziendale.

PRODUZIONE

No, nessuno degli oli degli Oleifici Mataluni è ottenuto da OGM. L’Unione Europea, con il Regolamento CE 1830/2003, garantisce la tracciabilità e l'etichettatura degli organismi geneticamente modificati e dei prodotti ottenuti da OGM, lungo tutta la catena alimentare. I prodotti ottenuti da OGM sono tracciati in tutte le fasi della fabbricazione e della commercializzazione e sono riconoscibili grazie alla indicazione obbligatoria in etichetta. Se un prodotto alimentare è ottenuto da OGM, è necessario indicarlo in etichetta. Pertanto, l’assenza della indicazione OGM sui prodotti degli Oleifici Mataluni fornisce garanzie al consumatore sul fatto che tali prodotti non siano stati ottenuti da organismi geneticamente modificati.

Le olive, accuratamente separate da rametti e foglie tramite una defogliatrice automatica, vengono avviate al lavaggio tramite nastri trasportatori. Tale trattamento consente di eliminare ogni impurità. Dopo il lavaggio, le olive sono pronte per la molitura. L'estrazione dell'olio avviene in un locale dedicato. La moliture avviene tramite le tradizionali macine in granito, le quali schiacciano i frutti senza provocare stress termici o meccanici ai tessuti. La pasta di olive, dopo un passaggio nel frangitore meccanico, viene avviata alla gramolatura, subendo un lento rimescolamento all'interno di una camera chiusa, in condizioni di temperatura controllata, così da consentire alle gocce di olio disperse nella massa di aggregarsi in vista della successiva estrazione. L'estrazione dell'olio dalla massa avviene tramite il processo di centrifugazione, che consente di separare l'olio dalla superficie solida e dalla componente acquosa del frutto. Alla fine avviene la chiarificazione centrifuga, tramite la quale l'olio appena estratto viene ulteriormente purificato dalle ultime tracce di acqua che costituiscono il frutto. Tutto il processo è controllato da tecnici specializzati. A conclusione, viene prelevato un campione di olio e sottoposto a tutti i controlli analitici ed organolettici nel laboratorio di qualità interno.

Gli Oleifici Mataluni integrano all'interno del loro ciclo produttivo anche la produzione di imballaggi in PET, carta e cartone. L'azienda possiede 9 linee di lavorazione del PET per la realizzazione di preforne e tappi; un linea di produzione etichette adesive; una per etichette shrink sleeve; una per la stampa di cartoni in alta definizione ed una fustellatrice. In questo modo gli Oleifici Mataluni riescono ad essere quasi completamente autonomi nella produzione ed approvvigionamento di materiale, e di conseguenza molto competitivi sul loro mercato di riferimento.

Le linee di imbottigliamento degli Oleifici Mataluni sono suddivise in due sale in base al tipo di materiale della bottiglia ed in base al tipo di olio confezionato Sulle linee di confezionamento in vetro le bottiglie, prelevate automaticamente dal pallet, sono trasportate alla macchina riempitrice. Prima del riempimento, sono sottoposte ad un getto d'aria pulita per eliminare qualsiasi impurità interna. In maniera sequenziale si susseguono le fasi di riempimento, etichettatura, tappatura, controllo del peso, codifica con numero di lotto, confezionamento in cartone e pallettizzazione. Sulle linee di confezionamento in PET, prima delle fasi sopra descritte, viene effettuata, in linea, l'operazione di produzione delle bottiglie tramite il soffiaggio delle preforme in un apposito stampo avente la forma della bottiglia che si vuole realizzare.

RICERCA E SVILUPPO, IL P.E.T.

Il centro di ricerca aziendale ha verificato che il confezionamento in PET garantisce una stabilità qualitativa dell’olio pari a quella del vetro, purché sia assicurata la stessa protezione nei confronti della luce. Per la conservazione dell’olio (soprattutto quello extra vergine di oliva), le caratteristiche dell’imballaggio sono molto importanti. Durante la conservazione, l’olio teme soprattutto la luce, il calore e l’ossigeno. Tra i materiali plastici, il PET (polietileneterftalato) ha una permeabilità all’ossigeno estremamente bassa. Tale permeabilità, inoltre, diminuisce all’aumentare dello spessore della bottiglia. Le bottiglie in PET utilizzate per il confezionamento dell’olio prodotto dagli Oleifici Mataluni sono di spessore tale da garantire un’adeguata protezione dall’ossigeno. Oltre allo spessore, che garantisce l’impermeabilità all’ossigeno, il colore verde delle bottiglie in PET, e la scelta di applicare alla bottiglia l’etichetta sleeve termoretraibile, consentono un’ottima protezione dalla luce, altro elemento ossidante dell’olio. 

In primo luogo, perché è altamente riciclabile. In secondo luogo, perché è molto leggero rispetto ad altri materiali di imballaggio, quali il vetro e il metallo, ed è quindi possibile confezionare una quantità di prodotto molto maggiore a parità di peso dell’imballaggio. La sua leggerezza, inoltre, riduce l’impatto ambientale del trasporto e della distribuzione. Diversi studi di Life Cycle Analysis hanno mostrato come il PET presenti un profilo positivo dal punto di vista ambientale come materiale da imballaggio rispetto a materiali più tradizionali quali il vetro e il metallo.

Non c’è nessuna connessione tra il PET e il bis-fenolo A. Il BPA non è utilizzato nella produzione del PET, ma nella produzione di altri materiali plastici (policarbonato).

Gli ftalati (monoesteri dell’acido orto-ftalico) sono a volte utilizzati come plasticizzanti in altri tipi di materiali plastici (es. PVC). Nella produzione di bottiglie in PET, non vengono impiegati ftalati come plasticizzanti, dal momento che le caratteristiche del polimero non ne rendono necessario l’utilizzo. Non esiste, dunque, il rischio di migrazione di ftalati nell’olio imbottigliato in PET. 

Il PET utilizzato per applicazioni alimentari è caratterizzato da un grado di purezza molto elevato. Le caratteristiche del PET sono tali da rendere non necessaria l’aggiunta di plasticizzanti o stabilizzanti. Non esiste, dunque, il rischio di migrazione di additivi nell’alimento. 

Una delle proprietà richieste ai materiali plastici impiegati per il confezionamento alimentare è l’inerzia, cioè l’assenza di migrazione dei loro costituenti nell’alimento con cui sono a contatto. Il PET è un materiale inerte che non interagisce con l’alimento confezionato. È stato valutato e approvato per l’utilizzo a contatto con alimenti e bevande dalle agenzie per la sicurezza alimentare di tutto il mondo, tra le quali la FDA, la Health Canada e la European Food Safety Authority. Per accertare la sicurezza dei materiali plastici, gli Oleifici Mataluni effettuano, sia presso il laboratorio interno che affidandosi a laboratori esterni qualificati, prove di migrazione per assicurare che nessun costituente dell’imballaggio possa migrare nell’olio imbottigliato, come previsto dalla normativa europea ed italiana. I risultati ottenuti danno certezza della idoneità dei materiali a contatto con l’olio.

QUALITÀ E CERTIFICAZIONI

Si, la certificazione per i sistemi di gestione qualità ISO 9001:2008 per la lavorazione di imballaggi secondari in carta e cartone mediante le fasi di stampa e taglio, e la certificazione SA 8000 per la produzione di etichette in carta adesiva e cartoni ondulati.

Si, gli Oleifici Mataluni, a garanzia dei propri prodotti, hanno le più importanti certificazioni. Tra queste: la Certificazione per i sistemi di gestione qualità ISO 9001:2008, Certificazione SA 8000, il Certificato di conformità standard agricoltura biologica e la Certificazione per i sistemi di gestione ambientale ISO 14001.

Un sistema di certificazioni è un sistema di gestione, di regole e procedure, definito in una norma riconosciuta in ambito internazionale, che un’azienda può applicare allo scopo di raggiungere obiettivi definiti e tenere sotto controllo le proprie attività. Periodicamente, viene esaminato il conseguimento di tali obiettivi, specifici per ciascuna funzione aziendale. La certificazione dei sistemi di gestione, rilasciata da organismi accreditati, assicura dunque all’impresa la capacità di gestire le proprie risorse e i propri processi produttivi, in modo da soddisfare determinati bisogni di qualità (economica, ambientale, etica, di sicurezza) tramite la conformità a requisiti stabiliti dai riferimenti normativi e di legge.

Tutti gli oli degli Oleifici Mataluni, prima di essere imbottigliati, vengono momentaneamente stoccati in serbatoi d’acciaio inox con sistemi di peso e temperatura controllati. Tutte le diverse categorie di olio sono conservate separatamente, sia in serbatoi che in zone dello stabilimento appositamente destinate. Ogni serbatoio, tramite apposite tubazioni d’acciaio inox, è collegato alla linea di imbottigliamento, in modo che l’olio non sia mai ed in nessun modo esposto all’aria ed alla luce, prima di arrivare in bottiglia.

ENERGIA E AMBIENTE

Gli Oleifici Mataluni sviluppano innovazioni industriali destinate a produrre l'energia necessaria a sostenere i processi produttivi - limitando il ricorso all'acquisto dell'energia - e ad ottimizzare i consumi energetici, riducendoli allo stretto necessario e recuperando, ove possibile, energia altrimenti dispersa. Per il soddisfacimento del proprio fabbisogno energetico, sono dotati di un impianto di trigenerazione per la produzione di energia elettrica, termica e frigorifera, a partire dal gas metano. L'azienda dispone anche ad un impianto fotovoltaico con una capacità pari a 2,5 MW per la produzione di energia elettrica.

Tanti piccoli accorgimenti contribuiscono a ridurre l'impatto ambientale. Dal semplice invito a non utilizzare carta inutilmente, stampando solo lo stretto necessario, fino alla collocazione di cesti per la raccolta differenziata in ogni ufficio. Dall'abitudine di spegnere monitor dei computer e luci durante le pause fino alla pratica di utilizzare in estate un abbigliamento meno formale, evitando così, in buona parte dei casi, di abusare dell'impianto di condizionamento. Ogni dipendente e collaboratore degli Oleifici Mataluni contribuisce, nel suo piccolo, a favorire un minor impatto energetico, per la salvaguardia ed il rispetto dell'ambiente interno ed esterno.

 

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